Per lavoro, Flavia Calabrese fa l’infermiera nelle RSA. Qualche mese fa, cercava qualcosa a Pavia per uscire dalla sua comfort zone e conoscere nuove persone. E se questo qualcosa non si trova, perché non crearlo? Da qui è nata, a novembre scorso, l’idea del Bookclub Pavia, che si riunisce con cadenza mensile e con quello dell’11 aprile è arrivato al sesto incontro.
“All’inizio non mi aspettavo davvero niente e non c’erano strutture” – ha detto Flavia, parlando di che cosa si aspettava dal progetto – “adesso che vengono sempre più persone, gli incontri hanno una loro struttura e ho con me tre collaboratori con cui mi divido i compiti”. All’appuntamento di sabato erano presenti circa 40 persone: il libro del mese era “Non dico Addio” della scrittrice sudcoreana Han Kang. Il pomeriggio è partito con la condivisione di analisi e opinioni sulla lettura, guidata dalle domande di Flavia. Dopodiché, i partecipanti hanno continuato a conversare liberamente sul libro e non solo davanti ad un aperitivo.
Il club ha una pagina su Instagram e una community su Whatsapp. Ogni mese i membri propongono dei libri, arrivando poi ad un sondaggio tra cinque opzioni che si svolge prima su Instagram e poi su Whatsapp.
Cosa c’è dietro al successo del Bookclub Pavia, quindi? “gli incontri creano connessioni, non ci si ferma solo alla discussione del libro ma si diventa amici. È uno spazio sicuro dove ci si può sentire accolti senza essere giudicati” – dice Flavia.
La nostra chiacchierata con Flavia si conclude con due consigli di lettura: “Siddharta” di Herman Hesse, un romanzo di formazione su un giovane ragazzo indiano che nasce in una famiglia appartenente ad una casta di sacerdoti, e “La Casa di Luce” di Sergio Bambaren, che narra di un uomo che si lascia alle spalle la sua vita precedente per ritrovare sé stesso in un luogo lontano dal consumismo e vicino alla natura. Per il Bookclub, appuntamento a maggio con un nuovo libro!

